18 Aristotele Metafisica 12 6 Il tempo non pu veni

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18 Aristotele, Metafisica 12. 6: ‘Il tempo non può venire in essere o cessa di essere; se il tempo non esistesse, non ci
potrebbe esserci prima e dopo ‘.
Filone, alessandrino Ebreo del tempo di San Paolo, sostiene che il tempo è stato creato con il cosmo (De
opificio mundi 26). Diversi primi cristiani dicono la stessa, tra cui Ambrogio. Plotino (3. 9. 8. 1 segg.) Dice
che la domanda perché il Creatore crea è chiesto da persone che stanno assumendo che ciò che sempre si ha
un inizio nel tempo. Come Agostino, Plotino pensa il tempo non precedere il cosmo (3. 7. 12. 23; come
Platone, Timeo 38b6).
19 Plotino (3.7. 1. 1-13) osserva che pensiamo di sapere a che ora è fino a quando cominciamo a pensarci
in profondità. la discussione di Agostino di tempo contiene molti echi di dibattiti filosofici tra i platonici,
Aristotelici e stoici, ma è notevole per la sua affinità con la posizione ‘accademica’ che per Skeptical o
la mente umana la domanda è senza risposta. Almeno Agostino non rispondere. La sua domanda è
tipicamente meno filosofica che religiosa: che senso possiamo fare del caos della storia e della
apparente non senso di eventi successivi? Tra le esperienze passate e future umanità ciò che vuole
chiamare una di distensione, una estende su una cremagliera. Quindi si raccoglie il suggerimento di Aristodc (Physics 4. 14)
il tempo è un’esperienza dell’anima, ma dà l’idea di un nuovo sviluppo nel vedere ‘memoria’ come cardinale
la comprensione del tempo.
20 L’argomento riflette anziani dibattiti nelle scuole filosofiche, per esempio che se il tempo non possono essere adeguatamente
diviso in passato, presente, e futuro, allora solo la sua indivisibilità resta un’opzione dal vivo. Sesto Empirico
(Lineamenti di pirronismo 3. 143-5) conserva sintesi degli argomenti scettici sul fatto che tutte le discussioni di
fine tempo in dialogo, in modo che nulla può essere conosciuto con certezza al riguardo.
21 Vedi sotto, XI. xxix (39) sulla ‘distrazione della molteplicità’ insito nel pensiero sul passato, presente,
e il futuro, quando la realtà dell’eternità è simultaneità nel presente.
22 Ti piace Plotino (4. 4. 12. 28-32), Agostino consente per l’interpretazione di parte-conoscenza del
futuro come visione ispirata al significato degli eventi piuttosto che un’estasi mantica con la sospensione della ragione.
punto di vista di 23 Agostino è stato anticipato dai Stoici.
24 Agostino previene critici cristiani che possono pensare le sue indagini astruse distanza dalla sua corretta
compito di esegesi biblica, e invoca la mediazione di Cristo, sommo sacerdote che dà accesso al
misteri del padre.
25 Plotino (3. 7. 8. 8-19) respinge anche questa vista. Il parere si trova in San Basilio. Ma
Agostino può avere in mente di Platone Timeo (39 cd) che era disponibile nella versione latina di Cicerone.
Numerosi antichi scrittori, da parte dell’autore della Genesi 1: 14 in poi, hanno osservato che i nostri anni, mesi, e
giorni si basano sul ciclo dei corpi celesti. Ma l’argomentazione di Agostino è che nessun indizio circa la natura del
tempo può essere derivato da questa, o dal movimento di un corpo fisico. Il tempo non è identica alla
unità da cui ordinariamente misurano.
26 Plotino (3. 7. 12. 34) ha la stessa illustrazione.
27 Plotino 3. 7. 11. 41 (tr. Armstrong) parla del tempo come ‘una diffusione fuori (diastasi) della vita … la vita di
l’anima in un movimento di passaggio da un modo di vita ad un altro’. Questo testo può aver influenzato
Agostino coniando il termine dislenlio. Ma in Agostino questa esperienza psicologica della diffusione
fuori l’anima in successiveness e in diverse direzioni è un’esperienza dolorosa e ansioso, in modo che egli può
parlare di salvezza come liberazione da tempo (vedi sopra, ix. iv (10)). Il tema è stato sviluppato sotto,
soprattutto in xi. XXIX (39) in cui la lingua di San Paolo di ‘allungato’ (Fil 3. 13) diventa collegato
con il pensiero di Plotino (6. 6. 1.5) che la molteplicità è una caduta dal One ed è ‘esteso in un
dispersione’.
inno sera 28 Ambrogio di.
29 Plotino (3. 7. 11): il tempo passa dell’anima da uno stato di vita ad un altro, e non è al di fuori della
anima.
30 Vedi sopra XI. xxvi (33).
immagine 31 di Agostino del processo storico è quella di un fiume che scorre o di fiumi, con molte Stormy

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18 Aristotle, Metaphysics 12. 6: ‘Time cannot come into being or cease to be; if time did not exist, there
could be no before and after.’
Philo, the Alexandrian Jew of St Paul’s time, maintains that time was created with the cosmos (De
opificio mundi 26). Several early Christians say the same, including Ambrose. Plotinus (3. 9. 8. 1 ff.) says
that the question why the Creator creates is asked by people who are assuming that that which always is had
a beginning in time. Like Augustine, Plotinus thinks time does not antedate the cosmos (3. 7. 12. 23; as
Plato, Timaeus 38b6).
19 Plotinus (3.7. 1. 1–13) observes that we think we know what time is until we begin to think about it
in depth. Augustine’s discussion of time contains many echoes of philosophical debates among Platonists,
Aristotelians, and Stoics, but is remarkable for its affinity with the Sceptical or ‘Academic’ position that for
the human mind the question is unanswerable. At least Augustine does not answer it. His question is
characteristically less philosophical than religious: what sense can we make of the chaos of history and the
apparent meaninglessness of successive events? Between past and future humanity experiences what he will
call a distending, a stretching out on a rack. Hence he picks up Aristodc’s suggestion (Physics 4. 14) that
time is an experience of the soul, but gives this idea a new development by seeing ‘memory’ as cardinal to
the comprehension of time.
20 The argument reflects older debates in the philosophical schools, e.g. that if time Cannot properly be
divided into past, present, and future, then only its indivisibility remains a live option. Sextus Empiricus
(Outlines of Pyrrhonism 3. 143–5) preserves summaries of the Sceptical arguments that all discussions of
time end in nonsense, so that nothing can be known for certain in this regard.
21 See below, XI. xxix (39) on the inherent ‘distraction of multiplicity’ in thinking about past, present,
and future, when the reality of eternity is simultaneity in the present.
22 Like Plotinus (4. 4. 12. 28–32), Augustine allows for the interpretation of fore-knowledge of the
future as inspired insight into the meaning of events rather than a mantic ecstasy with suspension of reason.
23 Augustine’s view was anticipated by the Stoics.
24 Augustine forestalls Christian critics who may think his abstruse inquiries remote from his proper
task of biblical exegesis, and invokes the mediation of Christ the high-priest who gives access to the
Father’s mysteries.
25 Plotinus (3. 7. 8. 8–19) likewise rejects this view. The opinion is to be found in St Basil. But
Augustine may have in mind Plato’s Timaeus (39 cd) which was available in Cicero’s Latin version.
Numerous ancient writers, from the author of Genesis 1: 14 onwards, observed that our years, months, and
days are based on the cycle of heavenly bodies. But Augustine’s argument is that no clue about the nature of
time can be derived from this, or from the movement of any physical body. Time is not identical with the
units by which we ordinarily measure it.
26 Plotinus (3. 7. 12. 34) has the same illustration.
27 Plotinus 3. 7. 11. 41 (tr. Armstrong) speaks of time as ‘a spreading out (diastasis) of life … the life of
the soul in a movement of passage from one way of life to another’. This text may have influenced
Augustine’s coining of the term dislenlio. But in Augustine this psychological experience of the spreading
out of the soul in successiveness and in diverse directions is a painful and anxious experience, so that he can
speak of salvation as deliverance from time (cf. above, ix. iv (10)). The theme is developed below,
especially in xi. xxix (39) where St Paul’s language about ‘being stretched’ (Phil. 3: 13) becomes linked
with the thought of Plotinus (6. 6. 1.5) that multiplicity is a falling from the One and is ‘extended in a
scattering’.
28 Ambrose’s evening hymn.
29 Plotinus (3. 7. 11): Time is the soul’s passing from one state of life to another, and is not outside the
soul.
30 See above XI. xxvi (33).
31 Augustine’s image of the historical process is that of a flowing river or rivers, with many stormy

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