Cfr Citt di Dio 8 5 Largomento di Agostino qui so

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(Cfr Città di Dio 8. 5). L’argomento di Agostino qui è sorprendentemente simile Plotino 3. 2. 3. 20 e segg.
7 Nella antichi ottica gli occhi non sono destinatari meramente passivi di immagini trasmesse dagli oggetti
visto. Un raggio proviene dagli occhi: cf. Plotino 4. 5. 7. 24; 5. 5. 7. 24 e segg.
8 Plotino 5. 1. 1. 18: ‘Per essere nell’ammirare inseguimento è di ammettere di inferiorità.’ Plotino continua (5. 1. 2)
sostengono la superiorità dell’anima di tutta la materia con terra o del cielo.
9 Plotino 5. 1.2. 30 e segg. ha questo argomento.
10 Plotino 4. 3. 7. 14 f .; 4. 3. 10. 38.
11 Eco di Plotino 5. 5. 12. 1-6.
12 Memoria per Agostino è un termine più profonda e più ampia rispetto la nostra ‘memoria’. Sullo sfondo bugie
dottrina platonica dell’anamnesi, spiegando l’esperienza di apprendimento come portare alla coscienza ciò,
da un’esistenza precedente, l’anima sa già. Ma Agostino sviluppa il concetto di memoria
associandola con l’inconscio ( ‘la mente conosce le cose che non si conosce lo sa’), con autocoscienza,
e così con l’anelito umano di vera felicità si trova solo nel conoscere Dio.
13 Questo passaggio è stato trovato intensamente movimento dal Petrarca.
14 domande da scuola (Cicerone, De paritione oratoria 62), è interessante notare che diverse da quelle di Aristotele
Analytics 2.1. (E ‘il caso che P Perché è il caso che P;? Se X è;. Ciò che X è Aristotele non chiede se P
esiste, o quello che P è.) Le scuole neoplatoniche iniziate da Platone (?), Ep. 7, 8 343b, come in Plorinus 5. 5. 2. 7.
15 Agostino echi Plato (Menone) che l’apprendimento è ricordare, portando alla mente cosciente
qualcosa di già presente.
16 Agostino segue Varrone, ‘Sulla lingua latina’ 6. 43. Cogo, derivato da con + fa, significa sia
‘Raccolta’ e ‘costringere’. Cogito è derivato da con + Agito.
17 Aristotele, Fisica 4. II, osservata ‘Numero ha due sensi: ciò viene contato o numerabili, e che da
che contiamo.’antica pitagorici e platonici sono stati affascinati dal problema di numeri,
soprattutto al di fuori del mondo dei sensi nel regno della mente. L’impatto di questi dibattiti su Aristotele è
evidente negli ultimi due libri della sua Metafisica. Una discussione totalmente indipendente dalla natura del numero
(Senza influenza sul Augustine) è in Plotino 6. 6.
18 Cicerone, De finibus 3. 10. 35; Tuscolani dispute 4. 6. II.
19 Ennio, Ifigenia, citato da Cicerone, sulla divinazione 2. 30; Repubblica 1. 30.
20 Per Agostino Adam non era semplicemente l’inizio della razza umana, ma il rappresentante dell’umanità,
in modo che ‘siamo tutti Adam’.
21 Da Ortensio di Cicerone; cf. Tuscolani dispute 5. 28.
22 Plotino 3. 5. 9. 47 scrive del senso di bisogno, l’aspirazione, e il ricordo di principi razionali
che si uniscono nell’anima dirigerla verso il bene.
23 Terenzio, Andria 68.
24 Eco di Plotino 4. 4. 10. 5 (di tempo).
Latina 25 Agostino in questo capitolo è un’opera d’arte alta, con le rime e non ritmi poetici
riproducibili in traduzione. Egli sta fondendo immagini tratte dal Cantico dei Cantici con la riflessione su neoplatonica
Fedro e Simposio di Platone, e, contemporaneamente, che riassume i temi centrali delle Confessioni.
Per i cinque sensi spirituali vedi sopra X. VI (8).
26 Plotino 4. 3. 32. 20: maggiore è l’anima raccoglie la molteplicità in uno solo. 1. 2. 5. 6: l’anima si raccoglie
a parte il corpo, consapevole di piacere solo quando deve essere.
27 Questo passo è stato citato nelle orecchie di Pelagio, il monaco britannico, da un vescovo che sembrava essere
condonare il numero dei cristiani la cui vita sessuale apparso rigenerato. L’incidente segna l’inizio
della controversia pelagiana, Pelagio essendo l’avvocato qualificato di un perfezionismo etica come
esigenza del Vangelo e l’avversario della passività nella comprensione di Agostino di grazia.

 

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(cf. City of God 8. 5). The argument of Augustine here is strikingly like Plotinus 3. 2. 3. 20 ff.
7 In ancient optics the eyes are not merely passive recipients of images transmitted from the objects
seen. A ray comes from the eyes: cf. Plotinus 4. 5. 7. 24; 5. 5. 7. 24 ff.
8 Plotinus 5. 1. 1. 18: ‘To be in admiring pursuit is to admit inferiority.’ Plotinus goes on (5. 1. 2) to
argue the soul’s superiority to all matter in earth or sky.
9 Plotinus 5. 1.2. 30 ff. has this argument.
10 Plotinus 4. 3. 7. 14 f.; 4. 3. 10. 38.
11 Echo of Plotinus 5. 5. 12. 1–6.
12 Memoria for Augustine is a deeper and wider term than our ‘memory’. In the background lies the
Platonic doctrine of anamnesis, explaining the experience of learning as bringing to consciousness what,
from an earlier existence, the soul already knows. But Augustine develops the notion of memory by
associating it with the unconscious (‘the mind knows things it does not know it knows’), with selfawareness,
and so with the human yearning for true happiness found only in knowing God.
13 This passage was found intensely moving by Petrarch.
14 School questions (Cicero, De paritione oratoria 62), interestingly different from those of Aristotle’s
Analytics 2.1. (Is it the case that P? Why it is the case that P; if X is; what X is. Aristotle does not ask if P
exists, or what P is.) The Neoplatonic schools started from Plato (?), Ep. 7, 343b 8, as in Plorinus 5. 5. 2. 7.
15 Augustine echoes Plato (Meno) that learning is remembering, bringing to the conscious mind
something already present.
16 Augustine follows Varro, ‘On the Latin language’ 6. 43. Cogo, derived from con + ago, means both
‘collect’ and ‘compel’. Cogito is derived from con + agito.
17 Aristotle, Physics 4. II, observed ‘Number has two senses: what is counted or countable, and that by
which we count.’ Ancient Pythagoreans and Platonists were fascinated by the problem of numbers,
especially outside the world of the senses in the realm of mind. The impact of these debates on Aristode is
evident in the last two books of his Metaphysics. A wholly independent discussion of the nature of number
(without influence on Augustine) is in Plotinus 6. 6.
18 Cicero, De finibus 3. 10. 35; Tusculan Disputations 4. 6. II.
19 Ennius, Iphigeneia, quoted by Cicero, On Divination 2. 30; Republic 1. 30.
20 For Augustine Adam was not merely the start of the human race, but the representative of humanity,
so that ‘we are all Adam’.
21 From Cicero’s Hortensius; cf. Tusculan Disputations 5. 28.
22 Plotinus 3. 5. 9. 47 writes of the sense of need, aspiration, and the memory of rational principles
coming together in the soul to direct it towards the good.
23 Terence, Andria 68.
24 Echo of Plotinus 4. 4. 10. 5 (of time).
25 Augustine’s Latin in this chapter is a work of high art, with rhymes and poetic rhythms not
reproducible in translation. He is fusing imagery from the Song of Solomon with Neoplatonic reflection on
Plato’s Phaedrus and Symposium, and simultaneously summarizing the central themes of the Confessions.
For the five spiritual senses see above X. vi (8).
26 Plotinus 4. 3. 32. 20: the higher soul gathers multiplicity into one. 1. 2. 5. 6: the soul collects itself
apart from the body, aware of pleasure only when it has to be.
27 This passage was quoted in the ears of Pelagius, the British monk, by a bishop who appeared to be
condoning the number of Christians whose sexual life appeared unregenerate. The incident marked the start
of the Pelagian controversy, Pelagius being the unqualified advocate of an ethical perfectionism as a
requirement of the gospel and the opponent of the passivity in Augustine’s understanding of grace.

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