e imperfezioni e in secondo luogo perch nella soff

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e imperfezioni; e in secondo luogo, perché nella sofferenza l’anima continua a praticare e acquisiscono
le virtù e più pura diventano, più saggio e più prudente.
10. Ma c’è un altro e un motivo più importante per cui l’anima ora cammina nelle tenebre
e sicuro; questa emana dalla luce scura o saggezza citata. Perché in tale
modo questa notte oscura di contemplazione assorbire e immergere l’anima in se stessa, e così
vicino lo fa portare l’anima a Dio, che lo protegge e lo consegna da tutto ciò che non è Dio.
Per questo l’anima è ora, per così dire, subendo una cura, in modo che possa ritrovare la sua salute la sua
la salute di essere Dio stesso. Sua Maestà la limita ad una dieta e l’astinenza da tutte le cose,
e toglie il suo appetito per tutti loro. E ‘come un malato, il quale, se è rispettato da quelli
nella sua casa, è curato nei minimi dettagli in modo che possa essere curata; l’aria non è permesso di toccarlo,
né può anche godere la luce, non si deve neppure sentire i passi, e neppure il rumore di quelli in
la casa; e lui viene dato cibo che è molto delicato, e anche che solo in Gran moderation-
cibo che è nutriente, piuttosto che dilettevole.
11. Tutte queste particolarità (che sono per la sicurezza e la custodia dell’anima) sono
causata da questa oscura contemplazione, perché porta l’anima più vicino a Dio. Per il più vicino
l’anima si avvicina a Lui, il più nero è il buio, che si sente e la più profonda è la
oscurità che passa attraverso la sua debolezza; così come, quanto più un uomo si avvicina al Sole,
maggiori sono le tenebre e l’afflizione gli ha causato attraverso la grande splendore
il sole e attraverso la debolezza e l’impurità dei suoi occhi. Allo stesso modo, così immensa
è la luce spirituale di Dio, e così notevolmente lo fa trascendere la nostra comprensione naturali, che
quanto più ci si avvicina, più si acceca e ci si scurisce. E questo è il motivo per cui, in
Salmo XVII, Davide dice che Dio ha fatto buio suo nascondiglio e la copertura, e la Sua
tabernacolo intorno acqua scura a Lui nelle nuvole del air.111 Questa acqua scura tra le nuvole
l’aria è la contemplazione buio e la saggezza divina nelle anime, come stiamo dicendo. continuano
al tatto è una cosa che è vicino a Lui, come il tabernacolo in cui Egli dimora, quando Dio porta
li sempre più vicino a sé. E così, ciò che in Dio è luce suprema e refulgence
è per l’uomo più nera oscurità, come dice san Paolo, secondo che David spiega nello stesso
Salmo, dicendo: ‘A causa della luminosità che è in sua presenza, passata nuvole e
cataracts’112, vale a dire, il naturale comprensione, la luce della quale, come dice Isaias
nel Capitolo V: Obtenebrata est in caligine ejus.113
12. Oh, miserabile è la fortuna della nostra vita, che è vissuto in così grande pericolo e in cui
è così difficile trovare la verità. Per ciò che è più chiara e vera è a noi più scuro
e dubbioso; Perciò, anche se è la cosa che è più necessario per noi, fuggiamo da essa.
E ciò che dà la massima soddisfazione luce e ai nostri occhi ci abbracciamo e perseguire,
111 Salmo xvii, 12 [A.V., xviii, 11].
112 Salmo xvii, 13 [A.V., xviii, 12].
113 Isaias V, 30.

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and imperfections; and second, because in suffering the soul continues to practise and acquire
the virtues and become purer, wiser and more cautious.
10. But there is another and a more important reason why the soul now walks in darkness
and securely; this emanates from the dark light or wisdom aforementioned. For in such a
way does this dark night of contemplation absorb and immerse the soul in itself, and so
near does it bring the soul to God, that it protects and delivers it from all that is not God.
For this soul is now, as it were, undergoing a cure, in order that it may regain its health—its
health being God Himself. His Majesty restricts it to a diet and abstinence from all things,
and takes away its appetite for them all. It is like a sick man, who, if he is respected by those
in his house, is carefully tended so that he may be cured; the air is not allowed to touch him,
nor may he even enjoy the light, nor must he hear footsteps, nor yet the noise of those in
the house; and he is given food that is very delicate, and even that only in great moderation—
food that is nourishing rather than delectable.
11. All these particularities (which are for the security and safekeeping of the soul) are
caused by this dark contemplation, because it brings the soul nearer to God. For the nearer
the soul approaches Him, the blacker is the darkness which it feels and the deeper is the
obscurity which comes through its weakness; just as, the nearer a man approaches the sun,
the greater are the darkness and the affliction caused him through the great splendour of
the sun and through the weakness and impurity of his eyes. In the same way, so immense
is the spiritual light of God, and so greatly does it transcend our natural understanding, that
the nearer we approach it, the more it blinds and darkens us. And this is the reason why, in
Psalm xvii, David says that God made darkness His hiding-place and covering, and His
tabernacle around Him dark water in the clouds of the air.111 This dark water in the clouds
of the air is dark contemplation and Divine wisdom in souls, as we are saying. They continue
to feel it is a thing which is near Him, as the tabernacle wherein He dwells, when God brings
them ever nearer to Himself. And thus, that which in God is supreme light and refulgence
is to man blackest darkness, as Saint Paul says, according as David explains in the same
Psalm, saying: ‘Because of the brightness which is in His presence, passed clouds and
cataracts’112—that is to say, over the natural understanding, the light whereof, as Isaias says
in Chapter V: Obtenebrata est in caligine ejus.113
12. Oh, miserable is the fortune of our life, which is lived in such great peril and wherein
it is so difficult to find the truth. For that which is most clear and true is to us most dark
and doubtful; wherefore, though it is the thing that is most needful for us, we flee from it.
And that which gives the greatest light and satisfaction to our eyes we embrace and pursue,
111 Psalm xvii, 12 [A.V., xviii, 11].
112 Psalm xvii, 13 [A.V., xviii, 12].
113 Isaias v, 30.

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