Ma questo amore puro veramente nel mio cuore Non

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Ma è questo amore puro veramente nel mio cuore? Non sono i miei desideri sconfinati ma i sogni, ma
stoltezza? Se è così, ti prego di illuminarmi; Tu sai che cerco, ma la verità. Se il mio
desideri essere eruzioni cutanee, quindi liberami da loro, e da questo gravissimo di tutti i martiri. E
eppure lo confesso, se non raggiungo quelle altezze a cui la mia anima aspira, questo martirio, questo
stoltezza, sarà stato più dolce per me più di beatitudine eterna sarà, a meno che per miracolo Tu
dovresti prendere da me ogni ricordo delle speranze ho divertito sulla terra. Gesù, Gesù! Se il mero
il desiderio del Tuo Amore risveglia tale piacere, che cosa sarà per prenderne possesso, a godere per sempre?
Come può un’anima così imperfetta come la mia aspirare alla pienezza dell’Amore? Qual è la chiave di questo
mistero? O mio unico amico, perché ti non riservano queste infinite ansie alle anime nobili, al
aquile che si librano nelle altezze? Ahimè! Non sono che un povero uccellino implume. Io non sono un’aquila, ho
ma l’aquila gli occhi e il cuore! Eppure, nonostante la mia superiore littleless, mi permetto di contemplare
il Sole Divino di Amore, e mi bruciano per sfrecciare verso l’alto a Lui! Vorrei volare, vorrei imitare la
Aquile; ma tutto quello che posso fare è di alzare le mie piccole ali-va oltre il mio potere debole a salire. Che cosa
ne sarà di me? Devo morire di dolore a causa della mia impotenza? Oh, no! Non voglio nemmeno
afflitti. Con audacia l’abbandono là io mi rimarrà fino alla morte, il mio sguardo fisso su quella
Divine Sun. Niente mi deve spaventare, né il vento né pioggia. E dovrebbe impenetrabile nuvole nascondono
il Globo d’Amore, e dovrei sembrano credere che al di là di questa vita non c’è solo il buio, che avrebbe
essere l’ora della gioia perfetta, l’ora in cui a spingere la mia fiducia ai suoi limiti estreme. dovrei
non il coraggio di staccare il mio sguardo, ben sapendo che oltre le nuvole scure il dolce sole splende ancora.
Finora, o mio Dio, ho capito il tuo amore per me. Ma Tu sai quante volte mi dimentico questo,
la mia unica cura. I randagi da una parte tua, e le mie ali appena involati Divento draggled nel fangoso
vasche di terra; poi mi lamento “come un rondine,” 148 e il mio lamento dice a te tutto, e mi ricordo,
O infinita Misericordia! che “tu non hai venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. 149
Eppure, se tu ancora essere sordi alle grida lamentose della Tua creatura debole, se tu ancora
essere velata, allora io sono contento di rimanere intorpidita dal freddo, le mie ali inzaccherato, e ancora una volta
Gioisco per questo meritato sofferenza.
O Sole, mio ​​unico amore, io sono felice di sentirmi così piccola, così fragile nella Tua luce del sole, e io sono
in pace . . . So che tutte le aquile della Tua Celestial Court hanno pietà di me, sorvegliano e
mi difendere, hanno messo in fuga gli avvoltoi-i demoni che mi avrebbe fain divorare. Io li temo non,
questi demoni, non sono destinati ad essere la loro preda, ma la preda dell’Aquila divina.
O Verbo eterno! O mio Salvatore! Tu sei l’Aquila Divina che io amo-Chi mi lurest.
Tu che, scendendo a questa terra d’esilio, facesti volontà di soffrire e di morire, al fine di poggiare
le anime degli uomini e li immergono nel cuore del Beato Eterna casa di Trinity-Love!
Tu che, risalendo in luce inaccessibile, dost rimangono ancora nascosto qui nella nostra valle di lacrime
sotto la parvenza candido dei Host, e questo, me per nutrire con la tua stessa sostanza!
148 Isa. 38:14.
149 Matt. 09:15.

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——

But is this pure love really in my heart? Are not my boundless desires but dreams—but
foolishness? If this be so, I beseech Thee to enlighten me; Thou knowest I seek but the truth. If my
desires be rash, then deliver me from them, and from this most grievous of all martyrdoms. And
yet I confess, if I reach not those heights to which my soul aspires, this very martyrdom, this
foolishness, will have been sweeter to me than eternal bliss will be, unless by a miracle Thou
shouldst take from me all memory of the hopes I entertained upon earth. Jesus, Jesus! If the mere
desire of Thy Love awakens such delight, what will it be to possess it, to enjoy it for ever?
How can a soul so imperfect as mine aspire to the plenitude of Love? What is the key of this
mystery? O my only Friend, why dost Thou not reserve these infinite longings to lofty souls, to the
eagles that soar in the heights? Alas! I am but a poor little unfledged bird. I am not an eagle, I have
but the eagle’s eyes and heart! Yet, notwithstanding my exceeding littleless, I dare to gaze upon
the Divine Sun of Love, and I burn to dart upwards unto Him! I would fly, I would imitate the
eagles; but all that I can do is to lift up my little wings—it is beyond my feeble power to soar. What
is to become of me? Must I die of sorrow because of my helplessness? Oh, no! I will not even
grieve. With daring self-abandonment there will I remain until death, my gaze fixed upon that
Divine Sun. Nothing shall affright me, nor wind nor rain. And should impenetrable clouds conceal
the Orb of Love, and should I seem to believe that beyond this life there is darkness only, that would
be the hour of perfect joy, the hour in which to push my confidence to its uttermost bounds. I should
not dare to detach my gaze, well knowing that beyond the dark clouds the sweet Sun still shines.
So far, O my God, I understand Thy Love for me. But Thou knowest how often I forget this,
my only care. I stray from Thy side, and my scarcely fledged wings become draggled in the muddy
pools of earth; then I lament “like a young swallow,”148 and my lament tells Thee all, and I remember,
O Infinite Mercy! that “Thou didst not come to call the just, but sinners.”149
Yet shouldst Thou still be deaf to the plaintive cries of Thy feeble creature, shouldst Thou still
be veiled, then I am content to remain benumbed with cold, my wings bedraggled, and once more
I rejoice in this well-deserved suffering.
O Sun, my only Love, I am happy to feel myself so small, so frail in Thy sunshine, and I am
in peace . . . I know that all the eagles of Thy Celestial Court have pity on me, they guard and
defend me, they put to flight the vultures—the demons that fain would devour me. I fear them not,
these demons, I am not destined to be their prey, but the prey of the Divine Eagle.
O Eternal Word! O my Saviour! Thou art the Divine Eagle Whom I love—Who lurest me.
Thou Who, descending to this land of exile, didst will to suffer and to die, in order to bear away
the souls of men and plunge them into the very heart of the Blessed Trinity—Love’s Eternal Home!
Thou Who, reascending into inaccessible light, dost still remain concealed here in our vale of tears
under the snow-white semblance of the Host, and this, to nourish me with Thine own substance!
148 Isa. 38:14.
149 Matt. 9:15.

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