Prima LetturaGiudici 6161124La chiamata di Gedeone

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La chiamata di Gedeone

Gli Israeliti fecero ciò che dispiace al Signore; il Signore li diede per sette anni nelle mani di Madian, e Madian si abbatté pesantemente su Israele. Per fuggire da Madian gli israeliti usarono le fessure delle montagne e le grotte e i ripari. Ogni volta che Israele seminava, Madian marciava con Amalek e i figli dell’Oriente; avrebbero marciato contro Israele e si sarebbero accampati sul loro territorio e avrebbero distrutto i prodotti del paese fino a Gaza. Non lasciarono a Israele nulla per vivere, né pecora, né bue, né asino, perché salirono fitti come locuste con il loro bestiame e le loro tende; loro ei loro cammelli non si contavano più, invasero e saccheggiarono il paese. Così Madian mise Israele in grande angoscia e gli Israeliti gridarono al Signore.

L’angelo del Signore venne e si sedette sotto il terebinto a Ofra, che apparteneva a Ioas di Abiezer. Suo figlio Gedeone stava trebbiando il grano nel torchio per tenerlo nascosto a Madian, quando l’angelo del Signore gli apparve e gli disse: “Il Signore è con te, valoroso guerriero!” Gedeone gli rispose: “Perdonami, mio ​​signore, ma se il Signore è con noi, allora perché tutto questo ci sta accadendo adesso? E dove sono tutte le meraviglie di cui ci raccontano i nostri padri quando dicono: «Il Signore non ci ha fatto uscire dall’Egitto?». Ma ora il Signore ci ha abbandonato; ci ha abbandonati a Madian».

Allora il Signore si rivolse a lui e gli disse: “Va con la forza che ora ti sostiene, e libererai Israele dal potere di Madian”. Non ti mando io stesso?” Gedeone gli rispose: “Perdonami, mio ​​signore, ma come posso liberare Israele? Il mio clan, devi sapere, è il più debole di Manasse e io sono il meno importante nella mia famiglia.” Il Signore gli rispose: “Io sarò con te e tu schiaccerai Madian come se fosse un solo uomo.” Disse Gedeone. a lui: ‘Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che sei tu che mi parli. Ti prego, non andartene finché non torno. Ti porterò la mia offerta e te la depongo davanti». E lui rispose: «Rimarrò fino al tuo ritorno».

Gedeone partì, preparò un capretto e fece focacce azzime con un efa di farina. Mise la carne in una cesta e il brodo in una pentola, poi gliela portò tutta sotto il terebinto. Quando fu vicino, l’angelo del Signore gli disse: “Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia e versaci sopra il brodo”. Gedeone fece così. Allora l’angelo del Signore allungò la punta del bastone nella sua mano e toccò la carne e le focacce azzime. Dalla roccia scaturì un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime e l’angelo del Signore svanì davanti ai suoi occhi. Allora Gedeone seppe che quello era l’angelo del Signore e disse: “Ahimè, mio ​​Signore! Ho visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli rispose: «La pace sia con te; non avere paura; non morirai». Gedeone edificò lì un altare al Signore e lo chiamò Il Signore è la pace. Questo altare si trova ancora a Ofra di Abiezer.

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