Seconda lettura Da un discorso sui salmi di SantAg

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Seconda lettura Da un discorso sui salmi di Sant’Agostino, Vescovo

L’alleluia pasquale

I nostri pensieri in questa vita presente dovrebbero girare sulla lode di Dio, perché è lodando Dio che ci rallegreremo per sempre nella vita a venire; e nessuno può essere pronto per la prossima vita a meno che non si alleni per essa ora. Perciò lodiamo Dio durante la nostra vita terrena e allo stesso tempo gli facciamo le nostre petizioni. La nostra lode è espressa con gioia, le nostre petizioni con desiderio. Ci è stato promesso qualcosa che non possediamo ancora, e poiché la promessa è stata fatta da uno che mantiene la sua parola, ci fidiamo di lui e siamo contenti; ma nella misura in cui il possesso è ritardato, possiamo solo desiderarlo e desiderarlo. È bene per noi perseverare nel desiderio finché non riceviamo ciò che è stato promesso e il desiderio è finito; allora rimarrà solo la lode.

Perché ci sono questi due periodi di tempo – quello che è adesso, afflitto dalle prove e dai problemi di questa vita, e l’altro ancora da venire, una vita di eterna serenità e gioia – ci vengono dati due tempi liturgici, uno prima della Pasqua e l’altro dopo. Il tempo che precede la Pasqua indica i guai in cui viviamo qui e ora, mentre il tempo dopo la Pasqua che stiamo celebrando attualmente indica la felicità che sarà nostra in futuro. Ciò che commemoriamo prima della Pasqua è ciò che sperimentiamo in questa vita; ciò che celebriamo dopo la Pasqua indica qualcosa che ancora non possediamo. Questo è il motivo per cui continuiamo la prima stagione con il digiuno e la preghiera; ma ora il digiuno è finito e dedichiamo la stagione in corso alla lode. Questo è il significato dell’Alleluia che cantiamo.

Entrambi questi periodi sono rappresentati e dimostrati per noi in Cristo nostro capo. La passione del Signore rappresenta per noi la nostra attuale vita di prova – mostra come dobbiamo soffrire ed essere afflitti e infine morire. La risurrezione e la glorificazione del Signore ci mostrano la vita che ci sarà data in futuro.

Ora dunque, fratelli, vi esortiamo a lodare Dio. È quello che ci diciamo tutti quando diciamo Alleluia. Dici al tuo vicino: “Lode al Signore!” e lui ti dice lo stesso. Ci esortiamo tutti l’un l’altro a lodare il Signore, e in tal modo tutti facciamo ciò che ciascuno di noi esorta a fare l’altro. Ma guarda che la tua lode viene da tutto il tuo essere; in altre parole, vedi di lodare Dio non solo con le tue labbra e le tue voci, ma con le tue menti, le tue vite e tutte le tue azioni.

Stiamo lodando Dio ora, riuniti come siamo qui in chiesa; ma quando riprendiamo le nostre varie vie, sembra che smettiamo di lodare Dio. Ma a condizione che non smettiamo di vivere una buona vita, loderemo sempre Dio. Smetti di lodare Dio solo quando ti allontani dalla giustizia e da ciò che è gradito a Dio. Se non ti allontani mai dalla bella vita, la tua lingua può tacere ma le tue azioni grideranno ad alta voce e Dio percepirà le tue intenzioni; poiché come le nostre orecchie ascoltano le voci gli uni degli altri, così le orecchie di Dio ascoltano i nostri pensieri.

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