Seconda letturaDal viaggio della mente a Dio di Sa

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Seconda letturaDal viaggio della mente a Dio di San Bonaventura

La saggezza mistica è rivelata dallo Spirito Santo

Cristo è sia la via che la porta. Cristo è la scala e il veicolo, come il trono della misericordia sull’Arca dell’Alleanza e il mistero nascosto dai secoli. L’uomo dovrebbe rivolgere tutta la sua attenzione a questo trono di misericordia, e dovrebbe guardarlo appeso alla croce, pieno di fede, speranza e carità, devoto, pieno di meraviglia e di gioia, segnato dalla gratitudine, e aperto alla lode e al giubilo. Allora un tale uomo farà con Cristo una Pasqua, cioè un trapasso. Attraverso i rami della croce passerà il Mar Rosso, lasciando l’Egitto ed entrando nel deserto. Là gusterà la manna nascosta, e riposerà con Cristo nel sepolcro, come se fosse morto alle cose di fuori. Sperimenterà, per quanto è possibile per chi è ancora in vita, ciò che è stato promesso al ladrone che pendeva accanto a Cristo: Oggi sarai con me in paradiso.

Perché questa Pasqua sia perfetta, dobbiamo sospendere tutte le operazioni della mente e dobbiamo trasformare il culmine dei nostri affetti, indirizzandoli a Dio solo. Questa è una sacra esperienza mistica. Non può essere compreso da nessuno a meno che non vi si abbandoni; né può arrendersi ad essa se non la desidera; né può desiderarla, a meno che lo Spirito Santo, che Cristo ha mandato nel mondo, non venga a infiammare la sua anima più intima. Perciò l’Apostolo dice che questa sapienza mistica è rivelata dallo Spirito Santo.

Se chiedi come possono accadere tali cose, cerca la risposta nella grazia di Dio, non nella dottrina; nell’anelito della volontà, non nell’intelletto; nei sospiri della preghiera, non nella ricerca; cercate lo sposo, non il maestro; Dio e non l’uomo; oscurità non luce del giorno; e non guardare alla luce, ma piuttosto al fuoco ardente che porta l’anima a Dio con intenso fervore e ardente amore. Il fuoco è Dio e la fornace è in Gerusalemme, accesa da Cristo nell’ardore della sua passione amorosa. Lo capì solo lui che disse: La mia anima ha scelto l’impiccagione e le mie ossa la morte. Chiunque abbia a cuore questo tipo di morte può vedere Dio, perché è certamente vero che: Nessuno può guardarmi e vivere.

Moriamo, dunque, ed entriamo nell’oscurità, mettendo a tacere le nostre ansie, le nostre passioni e tutte le fantasie della nostra immaginazione. Passiamo con Cristo crocifisso da questo mondo al Padre, perché, quando il Padre si è mostrato a noi, possiamo dire con Filippo: Basta. Possiamo sentire con Paolo: La mia grazia ti basta; e possiamo rallegrarci con Davide, dicendo: La mia carne e il mio cuore mi vengono meno, ma Dio è la forza del mio cuore e la mia eredità per sempre. Benedetto sia il Signore in eterno e tutto il popolo dica: Amen. Amen!

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