Seconda letturaDalla lettera di SantIgnazio di Ant

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Seconda letturaDalla lettera di Sant’Ignazio di Antiochia ai Magnesiani

Uniti in una preghiera e in una speranza, nella gioia e nella santità

Da quando ho incontrato le persone che ho appena menzionato e vedendole e abbracciandole ho visto e abbracciato tutta la vostra congregazione, vi esorto: siate zelanti a fare ogni cosa in armonia con Dio, con il vescovo che presiede al posto di Dio, e i presbiteri al posto del Concilio degli Apostoli, e i diaconi, a me carissimi, incaricati del servizio di Gesù Cristo, che fu dall’eternità presso il Padre e si manifestò alla fine dei tempi. Siate tutti conformi a Dio, rispettatevi gli uni gli altri e nessuno giudichi il prossimo secondo la carne, ma in tutto si ami gli uni gli altri in Gesù Cristo. Non vi sia in voi nulla che possa dividervi, ma siate uniti al Vescovo ea coloro che vi presiedono come esempio e lezione di immortalità.

Come il Signore si è unito al Padre e non ha fatto nulla senza di lui, né da sé né per mezzo degli Apostoli, così anche voi non dovete far nulla senza il vescovo e i presbiteri. Non cercate di farvi sembrare giusto nulla da soli, ma vi sia in comune una preghiera, una supplica, una mente, una speranza nell’amore, nella gioia che è senza colpa, la gioia che è Gesù Cristo, del non c’è niente di meglio. Affrettatevi a riunirvi tutti come a un solo tempio di Dio, come a un solo altare, a un solo Gesù Cristo, che è venuto dall’unico Padre, ed è con un Padre, ed è tornato a un Padre.

Non lasciatevi sedurre da insegnamenti stranieri o da favole antiche e senza valore. Se continuiamo a vivere secondo la legge ebraica, dimostriamo semplicemente di non aver ricevuto la grazia. Guardate i loro santi profeti: la loro vita era piena di Gesù Cristo e ispirata dalla sua grazia per insegnare ai dubbiosi che c’è un solo Dio, e per questo sono stati perseguitati. Piaceva a Colui che lo aveva mandato quell’unico Dio che si manifestava per mezzo di Gesù Cristo suo figlio, che è la sua Parola che procede dal silenzio e in tutto e per tutto.

Vedete come i seguaci delle antiche usanze sono giunti a una nuova speranza. Non governano più la loro vita dal sabato, ma dal giorno del Signore, che è anche il nostro giorno, il giorno in cui anche la nostra vita è scaturita per mezzo di lui e della sua morte. Sebbene alcuni lo neghino, è per questo mistero che abbiamo ricevuto la fede, e per questo anche soffriamo, per essere trovati veri discepoli di Gesù Cristo nostro unico maestro. Se tutto questo è vero, come non dargli un posto nella nostra vita, dal momento che anche i profeti erano suoi discepoli nello Spirito e lo attendevano come loro maestro? Lo aspettarono con rettitudine, e quando venne, li risuscitò dai morti.

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